14/ago/2010

L'anno internazionale dei giovani: quei pochi che nascono...

Posted on/at 12:13 AM by mainer

Quando si parla di politica e diritto internazionale c'è una frase su cui generalmente tutti sono d'accordo: "L'Onu non funziona e non serve a niente". In effetti come istituzione ha mille e mille volte dimostrato la sua inutilità ai fini del mantenimento della pace.
C'è una cosa che però all'Onu riesce molto bene ed è perseguitare il diritto alla vita e i diritti della famiglia. Grazie infatti al supporto delle potenti lobbies che si sono impadronite dell'orientamento culturale della comunità internazionale, ogni iniziativa viene volta a rinnovare e rafforzare le politiche anti-vita e anti-famiglia che da qualche anno ormai vedono l'Onu in prima fila.
L'ultima occasione è l'anno internazionale dei giovani che sarebbe un'ottima idea se non fosse una scusa per riaffermare i "diritti alla salute riproduttiva", la "statalizzazione dell'educazione" e "l'ideologia di genere".
Di fronte al rischio che l'anno dei giovani diventi un'occasione di manipolazione ideologica e di violenza volta contro i giovani stessi, l'unica speranza è che l'incessante sforzo educativo della Chiesa, delle comunità intermedie e delle istituzioni relamente animate da buona volontà riescano ad opporsi ad una ormai quotidiana campagna denigratoria di tutto ciò che abbiamo di più bello e di più sacro.

08/lug/2010

Piccoli Chuck Norris inglesi (non) nascono.

Posted on/at 12:36 AM by mainer

Vi ricordate il post che abbiamo fatto sul Nebraska e sul limite di tempo applicato all'aborto a causa del dolore del feto? Se non lo ricordate scorrete la pagina e lo troverete.

Di recente l'argomento è tornato, diciamo, di attualità (lo è sempre, in realtà).
Proprio perchè in Inghilterra qualcuno sostiene che i bambini, fino alla ventiquattresima settimana di gestazione, non sentono dolore. L'articolo de "Il Foglio" che potete trovare qui, smonta in modo molto semplice ciò che, anche a un non cultore della materia, appare senz'altro una presa di posizione fortemente politicizzata e dalle ragioni scientifiche piuttosto inconsistenti.

Forse però, per un qualche motivo a noi sconosciuto, in Inghilterra tutti i bambini nascono con una soglia del dolore stranamente alta. Tipo Chuck Norris. Ma Chuck Norris... non è americano?

E volete sapere che cosa dice a riguardo proprio Chuck Norris, l'uomo con la soglia del dolore talmente alta che quando il dolore lo vede sente un male atroce? Dice:
"La vita è molto fragile e non si sa quanto possa durare. Secondo me è importante far pace con Dio, finché se ne ha la possibilità"  (Chuck Norris)

Alveda King lo dice chiaramente: i diritti civili, oggi, risiedono nel diritto alla vita.

Posted on/at 12:07 AM by mainer

Alveda King, attivista pro-life e nipote di M.L.King, sintetizza efficacemente il motivo per cui esiste il movimento pro-life e per cui le persone si impegnano perchè sia riconosciuto il diritto alla vita.

Il testo originale lo trovate qui.
Il testo tradotto lo trovate qui.

Alveda King, nonostante una storia contrastata e sofferta, è diventata una delle più efficaci attiviste per il diritto alla vita degli Stati Uniti. A presentarcela provvede un articolo efficace, datato 2007, de "Il Foglio" conservato per noi da "Il Mascellaro".

20/apr/2010

Il bimbo che soffre non si tocca.

Posted on/at 11:42 PM by mainer

In Nebraska una nuova legge vieta l'aborto dopo la ventesima settimana, escludendo i casi di grave pericolo per la vita della donna.
La motivazione con cui è stata introdotta questa modifica legislativa, contro la quale il mondo "pro choice" si è mobilitato in massa, è piuttosto peculiare, confrontata con i termini generali in cui di solito si pronunciano i legislatori. Si parla infatti di una restrizione dovuta all'evidenza scientifica che il bambino che viene abortito alla ventesima settimana prova dolore. Dal punto di vista medico, in effetti, gli studi affermano che già ben prima della ventesima settimana il feto può provare dolore; oltretutto il sistema nervoso ha già cominciato a svilupparsi da un pezzo. Non pare di questo avviso la società americana di ginecologia ed ostetricia, che nega che esistano simili evidenze scientifiche.

"Uno studio fatto all'Imperial College di Londra su feti di età gestazionale compresa tra 19 e 34 settimane mostra chiaramente una risposta del feto al dolore, caratterizzata dall'aumento di quegli ormoni che sono segno di stress e dolore: adrenalina, cortisolo ed endorfine ("Lancet" 1994). La ricercatrice Vivette Glover conclude che "è possibile che qualche esperienza sensoriale di dolore possa iniziare verso le 20 settimane".
(Carlo Valerio Belleni)

Di per sè il criterio è una novità. Altri stati americani utilizzano il criterio della sopravvivenza autonoma del feto situandola intorno alla ventiduesima o ventiquattresima settimana. Se è vero che dal punto di vista medico questo secondo criterio appare più efficace (per noi l'unico criterio credibile è l'appartenenza alla specie umana, cioè il concepimento come termine iniziale della vita della persona... e ultimo per l'aborto :-) quindi), dal punto di vista socio-culturale si assiste ad una svolta, e cercheremo di spiegare quale ci paia essere il motivo.

Lo stato del Nebraska non è nuovo a tentativi di opporsi alla permissiva realtà abortista degli Stati Uniti: nel 2000 infatti la Corte Suprema aveva censurato con valutazione di incostituzionalità una legge di tale stato che proibiva una tecnica abortiva denominata "aborto a nascita parziale", di cui anche il celebre ex-abortista Nathanson fornisce una breve descrizione nel suo video "l'urlo silenzioso". Tale tecnica prevede la riduzione del feto all'interno del grembo materno in vista della sua estrazione (a pezzi, quindi), anche se tale "riduzione" dovesse comportare per il feto dolore o addirittura la possibilità di essere estratto per parti, sebbene ancora vitale. La legislazione Americana, infatti, permettava tale pratica, e i giudici bocciarono la restrizione che il Nebraska vi aveva posto, facendo comunque salvi i casi di grave pericolo per la salute della donna.

Pochi anni dopo, nel 2003, anche approfittando di una più favorevole composizione della Corte Suprema, il Congresso degli Stati Uniti emanò lo stesso tipo di legge, motivandola con la ragione che la pratica dell'aborto parziale fosse "orribile, inumana e mai necessaria per preservare la salute della donna". La Corte Suprema non dichiarò incostituzionale la legge, con una maggioranza di 5 giudici contro 3. Venne però prevista una sorta di discrezionalità dei singoli stati nel prevedere quale fosse il "grave pericolo per la donna", lasciando sostanzialmente un margine di autonomia legislativa ampio e facilmente manipolabile. Ricordiamo anche, per dare una più chiara visione della situazione generale, che l'attuale amministrazione americana (Barack Obama e Hillary Clinton) si schierò contro tale decisione della Suprema Corte.

Ora, cercando di trarre una conclusione, pare che proprio la motivazione data dal Congresso alla legge abbia sortito l'effetto di smuovere la coscienza dell'opinione pubblica e forse, agendo sul sentimento di "pietà" per la sofferenza del bambino, di ottenere il placet della Corte, a differenza di ciò che era avvenuto per il Nebraska, che pure aveva previsto la stessa disciplina.

Il Nebraska pare quindi essersi "fatto furbo", ed ora affianca ad una legge che limita l'aborto una motivazione assolutamente idonea a risvegliare nell'opinione pubblica i sentimenti di pietà e compassione che hanno portato il Congresso a vincere.
Per fare il bene dovrebbe bastare la verità, dovrebbe bastare il fatto che è bene.
Ma se salverà qualche bambino, ben venga anche il sentimento popolare.

10/apr/2010

La donna, l'aborto, il ricovero e le possibili ipocrisie

Posted on/at 1:05 AM by mainer

Massimo Pandolfi, ospite alla nostra ultima GPV, segnala sul blog il problema più annoso ed odioso che si lega all'aborto chimico: la donna prende la pillola e va a casa. Il resto lo immaginiamo secondo ragionevolezza:

BANALIZZAZIONE (la maggior parte dei casi)
- torna a casa ed espelle il bambino che finisce PER FORZA nel WC o nel pattume. E' un essere umano.
- inizia a ragionarci e pensa tra se e se: "cavoli... è stato semplice! Un paio di giri, una pillola...".
- la prossima volta che avrà occasione di concepire, penserà che tutto sommato quel ragazzo è davvero carino e sopportare un po' di dolori addominali e un paio di giri vale la pena.

OGGETTIVAZIONE (gli altri casi)
- torna a casa, espelle il bambino... è sola. Sente dolori piuttosto forti...
- inizia a pensare al bambino e si rende conto della tragedia che sta avvenendo, apre una pagina web e comicia a vederci più chiaro (non è per nulla assurdo: se è incinta è probabile che alle conseguenze ci pensi di regola un po' tardi), ma il processo è irreversibile.
- espelle il bambino e pensa che è un bambino. Cosa fa? Lo butta? La sua tragedia aumenta, e, quasi certamente, è sola.
- i casi di Sindrome Post Aborto aumenteranno, non diminuiranno...

Il fatto che la RU486 non sia sicura per la donna è accertato, ma non è il problema peggiore: il problema peggiore è che ci sarà una ulteriore tremenda conseguenza in termini di non-nascite, e diventerà sempre più difficile e difficoltoso anche solo parlare dell'aborto, dire che non è una passeggiata, spiegare cosa avviene realmente.
Sarà sempre più difficile, dopo la tragedia della supeficialità e della solitudine, raccontare ad una mamma che ha rifiutato il figlio, che, anche se era sola, qualcuno, in quel momento, le teneva una mano...

La donna, l'aborto, il ricovero e le possibili ipocrisie | club.quotidianonet.ilsole24ore.com

23/mar/2010

Vescovi emiliani spiegano a vescovi italiani come difendere la vita nelle urne - [ Il Foglio.it › La giornata ]

Posted on/at 3:37 PM by mainer

Un consiglio? In merito alle elezioni regionali 2010 pare utile informarsi bene e seguire un buon discernimento. Non è ancora del tutto impossibile manifestare col proprio voto il desiderio di una maggiore promozione della persona umana. Non per delegare ala politica il rispetto della persona umana e del bene comune, ma per pretenderlo da essa, per quanto possibile.
I Vescovi dell'Emilia Romagna, in modo molto chiaro, ce lo ricordano.
Vescovi emiliani spiegano a vescovi italiani come difendere la vita nelle urne - [ Il Foglio.it › La giornata ]

09/mar/2010

Aborto: libertà della donna o libertà dalla donna?

Posted on/at 5:42 PM by mainer

In alcuni paesi nascono il 20% di maschi in più rispetto alle femmine.
Si tratta di un problema genetico? No. Si tratta di aborto legalizzato.

http://www.economist.com/opinion/displaystory.cfm?story_id=15606229

23/mar/2009

Un mondo di bigotti.

Posted on/at 1:49 AM by mainer

Dopo qualche giorno di linciaggio globale, ci piace l'idea di intervenire sulle parole che Benedetto XVI ha usato durante un'intervista in aereo mentre andava in Africa.

"Direi che non si può superare questo problema dell’Aids solo con slogan pubblicitari. Se non c’è l’anima, se gli africani non si aiutano, non si può risolvere il flagello con la distribuzione di preservativi: al contrario, il rischio è di aumentare il problema. La soluzione può trovarsi solo in un duplice impegno: il primo, una umanizzazione della sessualità, cioè un rinnovo spirituale e umano che porti con sé un nuovo modo di comportarsi l’uno con l’altro, e secondo, una vera amicizia anche e soprattutto per le persone sofferenti, la disponibilità, anche con sacrifici, con rinunce personali, a essere con i sofferenti."

Capi di stato e di governo si sono schierati contro queste parole di Benedetto XVI. Il linciaggio mediatico è stato furibondo e ha superato di gran lunga lo scandalo e lo sconcerto che si manifesta nei confronti dei proclami terroristici di Bin Laden.

Anzitutto poniamo un discorso di principio: sulla gogna mediatica dovevano finire anche i papi da qui a tornare a Paolo VI, perchè questa posizione è sempre stata confermata dalla Chiesa. Non si capisce perchè attaccare solo Benedetto XVI. Poi bisognerebbe torturare e crocifiggere 2000 anni di storia della Chiesa in cui il matrimonio soltanto è stato sempre indicato come luogo opportuno per lo scambio sessuale. Ma se si attaccano la Chiesa e Cristo si ha poco feedback: meglio prendersela con un vecchio Papa tedesco.

Purtroppo chi ha voglia di informarsi davvero e ha voglia di conoscere la realtà, non ha seguito i grandi proclami dei media, ma si è impegnato a cercare fonti, dati e chiarezza logica. Vediamo cos'è saltato fuori da queste ricerche:

1) il preservativo non è un mezzo sicuro contro il contagio da aids, neanche se usato correttamente, perchè la porosità della gomma di cui è composto, soprattutto in occasione di sollecitazioni elastiche, è sufficiente già a far passare talora uno spermatozoo (motivo per il quale il preservativo non impedisce tutte le gravidanze anche se correttamente impiegato), e ancora più facilmente il virus dell'aids. A questo proposito leggiamo una nota chiarissima pubblicata da un nostro amico su facebook:

2) il preservativo non impedisce, ma anzi favorisce il contagio da aids, come ci spiega il direttore del centro ricerche sulla prevenzione del contagio da HIV di Harvard, commentando dati dell'OMS. Trovate l'articolo qui.

3) l'educazione sessuale è un mezzo sicuro per la prevenzione dell'aids, e la Chiesa ha contribuito sia nel sostegno ai malati, sia nell'educazione delle popolazioni. Su questo un contributo raccomandatoci da Agapetos e tratto dal sito Libertà e Persona è illuminante.

Quali possono essere i motivi cha hanno spinto così tante persone a scagliarsi con forza contro il Papa e la sua affermazione? Per presunzione di innocenza scartiamo i seguenti motivi:

- interessi economici (qualcuno sostiene che le multinazionali spalleggino i governi occidentali che intraprendono spesso distribuzioni gratuite di profilattici in Africa, per poi lasciare il mercato sgombro alle aziende produttrici per la distribuzione - dietro compenso - dei medesimi).

- interessi politici (dopo che da anni l'occidente e l'OMS invitano gli africani a usare il condom, se si rivela che questo strumento è inefficace, qualcuno potrebbe dubitare della buona fede degli occidentali e cominciare a chiedere piuttosto quelle COSTOSE medicine che rendono la vita dei contagiati dei nostri paesi una vita quasi del tutto ordinaria, con aspettative di tarda età).

- demagogia (teoria secondo la quale i governi, che sono tutt'altro che impegnati - come invece lo è la Chiesa - nell'educazione e nel miglioramento delle condizioni delle popolazioni colpite, non potrebbero giustificare la propria assenza di solidarietà se non argomentando falsamente coi propri elettori che distribuire profilattici basta a prevenire i contagi e a risolvere il problema).

Scartati questi impietosi giudizi che non facciamo nostri perchè siamo ben lontani dall'insinuare queste cose del tutto inverisimili, ci rimane un'idea fissa, ed è il termine da usare per definire tali "comportamenti rituali di persone convinte senza buone ragioni di credenze che li portano a confondere la realtà con l'immaginazione e a demonizzare comportamenti difformi dal proprio". Come potremmo definire questi soggetti? Il dizionario ci corre in aiuto. Sono dei BIGOTTI.

15/mar/2009

Carissimo Benedetto

Posted on/at 3:15 AM by mainer

Carissimo Benedetto, carissimo Papa,
la gioia di avere te alla guida della Chiesa la sentiamo in tanti. Oggi sentiamo anche la commozione che nasce spontanea dal rinvenire nelle parole della tua lettera sul caso Williamson, la misericordia di Gesù e l'umiltà di una persona che lo ama molto.
Per ringraziarti anche noi, oggi, vogliamo amare di più Gesù e vogliamo agire con umiltà e misericordia coi nostri fratelli.
Aiutaci sempre col tuo magistero a imparare meglio il perdono, la capacità di dare ragione della propria speranza, la voglia di sentirci un'unità gioiosa che vive alla presenza di Cristo. Grazie, i tuoi giovani

27/feb/2009

C'è stato tolto il primato dei più casinari.

Posted on/at 12:43 PM by mainer

TESI (ANSA) - UDINE, 27 FEB-Una denuncia per omicidio volontario e' stata inviata dall'associazione 'Scienza e vita' alla Procura di Udine per la morte di Eluana Englaro.In seguito alla denuncia, il Procuratore di Udine, quale atto dovuto indaga nei riguardi di 14 persone, fra le quali il papa' di Eluana, Beppino Englaro, l'anestesista Amato De Monte che ha guidato l'equipe medica che ha attuato il protocollo per il distacco del sondino della donna, e 12 componenti dell'associazione 'Per Eluana'.

ANTITESI (Adnkronos) - Citta' del Vaticano, 27 feb. - L'Associazione 'Scienza e Vita' rende noto questa mattina con un comunicato di non aver mai presentato alcuna denuncia per omicidio volontario ''contro chicchessia alla Procura di Udine in relazione alla vicenda della signora Eluana Englaro''.

SINTESI 25 Febbraio Comunicato Stampa. L’Associazione nazionale Comitato Verità e Vita ha seguito con attenzione lo svolgersi degli eventi conclusosi il nove febbraio scorso con la morte di Eluana Englaro. Dopo la tristissima conclusione, che ha determinato amarezza, sconcerto e contrasti nella coscienza sociale, nella classe medica e paramedica e nella pubblica opinione, l’Associazione ha ritenuto doveroso e opportuno, al di fuori di ogni intento polemico e autoreferenziale, fare appello alla Giustizia penale, principale strumento istituzionale di tutela dei diritti inviolabili dell’uomo riconosciuti dalla Costituzione della Repubblica. La Presidenza del Comitato Verità e Vita, in nome proprio e dell’Associazione tutta, ha pertanto presentato al procuratore della Repubblica di Udine un esposto che, sulla base di ponderate argomentazioni, si conclude con una denuncia per omicidio volontario. L’Associazione auspica che la Giustizia possa esprimersi con la necessaria serenità e consapevolezza, secondo la lettera e lo spirito della Costituzione e della legislazione vigente.
 
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