La donna, l'aborto, il ricovero e le possibili ipocrisie
Massimo Pandolfi, ospite alla nostra ultima GPV, segnala sul blog il problema più annoso ed odioso che si lega all'aborto chimico: la donna prende la pillola e va a casa. Il resto lo immaginiamo secondo ragionevolezza:
BANALIZZAZIONE (la maggior parte dei casi)
- torna a casa ed espelle il bambino che finisce PER FORZA nel WC o nel pattume. E' un essere umano.
- inizia a ragionarci e pensa tra se e se: "cavoli... è stato semplice! Un paio di giri, una pillola...".
- la prossima volta che avrà occasione di concepire, penserà che tutto sommato quel ragazzo è davvero carino e sopportare un po' di dolori addominali e un paio di giri vale la pena.
OGGETTIVAZIONE (gli altri casi)
- torna a casa, espelle il bambino... è sola. Sente dolori piuttosto forti...
- inizia a pensare al bambino e si rende conto della tragedia che sta avvenendo, apre una pagina web e comicia a vederci più chiaro (non è per nulla assurdo: se è incinta è probabile che alle conseguenze ci pensi di regola un po' tardi), ma il processo è irreversibile.
- espelle il bambino e pensa che è un bambino. Cosa fa? Lo butta? La sua tragedia aumenta, e, quasi certamente, è sola.
- i casi di Sindrome Post Aborto aumenteranno, non diminuiranno...
Il fatto che la RU486 non sia sicura per la donna è accertato, ma non è il problema peggiore: il problema peggiore è che ci sarà una ulteriore tremenda conseguenza in termini di non-nascite, e diventerà sempre più difficile e difficoltoso anche solo parlare dell'aborto, dire che non è una passeggiata, spiegare cosa avviene realmente.
Sarà sempre più difficile, dopo la tragedia della supeficialità e della solitudine, raccontare ad una mamma che ha rifiutato il figlio, che, anche se era sola, qualcuno, in quel momento, le teneva una mano...
La donna, l'aborto, il ricovero e le possibili ipocrisie | club.quotidianonet.ilsole24ore.com
BANALIZZAZIONE (la maggior parte dei casi)
- torna a casa ed espelle il bambino che finisce PER FORZA nel WC o nel pattume. E' un essere umano.
- inizia a ragionarci e pensa tra se e se: "cavoli... è stato semplice! Un paio di giri, una pillola...".
- la prossima volta che avrà occasione di concepire, penserà che tutto sommato quel ragazzo è davvero carino e sopportare un po' di dolori addominali e un paio di giri vale la pena.
OGGETTIVAZIONE (gli altri casi)
- torna a casa, espelle il bambino... è sola. Sente dolori piuttosto forti...
- inizia a pensare al bambino e si rende conto della tragedia che sta avvenendo, apre una pagina web e comicia a vederci più chiaro (non è per nulla assurdo: se è incinta è probabile che alle conseguenze ci pensi di regola un po' tardi), ma il processo è irreversibile.
- espelle il bambino e pensa che è un bambino. Cosa fa? Lo butta? La sua tragedia aumenta, e, quasi certamente, è sola.
- i casi di Sindrome Post Aborto aumenteranno, non diminuiranno...
Il fatto che la RU486 non sia sicura per la donna è accertato, ma non è il problema peggiore: il problema peggiore è che ci sarà una ulteriore tremenda conseguenza in termini di non-nascite, e diventerà sempre più difficile e difficoltoso anche solo parlare dell'aborto, dire che non è una passeggiata, spiegare cosa avviene realmente.
Sarà sempre più difficile, dopo la tragedia della supeficialità e della solitudine, raccontare ad una mamma che ha rifiutato il figlio, che, anche se era sola, qualcuno, in quel momento, le teneva una mano...
La donna, l'aborto, il ricovero e le possibili ipocrisie | club.quotidianonet.ilsole24ore.com
Posted in | Edit |
1 commenti:
Un campione insufficiente, ma una chiara dimostrazione di quello che si diceva...
http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/ru486-sant%E2%80%99anna-torino-341404/
Posta un commento